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Unione Civile: Legge Cirinnà





Il 21 maggio 2019 abbiamo partecipato all'evento “Incontra il tuo evento” organizzato dal Grand Hotel Parker, perché l’UNIONE CIVILE oggi rappresenta la scelta di molte coppie.

Parliamone: si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza di coppia, basata su vincoli affettivi ed economici, alla quale la legge riconosce attraverso uno specifico istituto giuridico uno status giuridico analogo, per molti aspetti, a quello conferito dal matrimonio.

Facciamo un po' di chiarezza: differenze tra matrimonio e unioni civili:


  1. differenze terminologiche: l’articolo 29 della Costituzione cita “il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. L’Unione civile non è un matrimonio, ma una «specifica formazione sociale» composta da persone dello stesso sesso.

  2. il sesso: il matrimonio può essere contratto solo da persone di sesso diverso, l’unione civile è un istituto valido per le coppie dello stesso sesso;

  3. il rito: a differenza di quanto previsto per il matrimonio, per l’unione civile non sono contemplate le pubblicazioni, quindi non possono neanche esserci le opposizioni previste per il matrimonio. L’unione si costituisce nel momento in cui i due soggetti presentano una dichiarazione all'ufficiale di Stato Civile alla presenza di due testimoni. Se per il matrimonio devono essere “recitate” delle formule particolari, i coniugi uniti civilmente non ne avranno bisogno. L’ufficiale di Stato Civile si occuperà di compilare un certificato all'interno del quale verranno inseriti dati anagrafici (della coppia e dei testimoni), residenza e regime patrimoniale. Da sottolineare che mentre per il matrimonio i cittadini minorenni hanno la possibilità di richiedere a un giudice il “permesso” di sposarsi, questa opzione non è contemplata per l’unione civile, valida solo per i maggiorenni;

  4. il patrimonio: dal punto di vista economico, matrimonio e unioni civili sono equiparati, il che significa che le coppie unite civilmente saranno soggette automaticamente al regime di comunione dei beni, a meno che non indichino una scelta differente. Per entrambi si prevede l’obbligo di contribuire ai bisogni comuni e il diritto di successione;

  5. fisco e previdenza: coppie sposate e unite civilmente potranno godere dello stesso trattamento fiscale e previdenziale. A livello esemplificativo: detrazioni fiscali per familiari a carico e prima casa, assegno di mantenimento in seguito a divorzio, pensione di reversibilità e TFR in caso di morte di uno dei due coniugi. Rispetto al matrimonio però, per le unioni civili c’è una differenza importante: dato che per queste ultime non è prevista la possibilità di adozione, i coniugi non potranno accedere alle prestazioni di maternità/paternità né agli assegni familiari;

  6. il cognome: nelle coppie unite in matrimonio, la moglie mantiene il proprio cognome da nubile, anche se è possibile aggiungere nei documenti ufficiali la dicitura “coniugata con”. Per quanto riguarda le unioni civili invece, i partner dovranno presentare una dichiarazione attraverso la quale comunicano la decisione di assumere un cognome comune. Si potrà scegliere liberamente quale utilizzare tra i due. 

  7. i figli: la differenza tra matrimonio e unione civile risiede nella mancata possibilità per chi è legato tramite il secondo istituto di adottare un bambino o di ricorrere alla procreazione assistita. A differenza di quanto accade per il matrimonio in cui i bambini nati vengono considerati dalla legge figli di entrambi i genitori, i bambini nati durante l’unione civile saranno figli del solo genitore biologico;

  8. obbligo di fedeltà: per le Unioni Civili non ci sarà l’obbligo di fedeltà previsto per il matrimonio;

  9. divorzio e separazione: i coniugi uniti civilmente, a differenza delle coppie sposate, non dovranno rispettare il periodo di separazione, ma potranno aver accesso direttamente al divorzio. In questo frangente, anche nel caso in cui la volontà dei due coniugi sia disgiunta (vale a dire che solo uno dei due voglia divorziare), basterà ricorrere all'ufficiale di Stato Civile e non al Giudice, firmando una comunicazione ufficiale nella quale si dichiarerà la volontà di sciogliere l’unione. Trascorsi tre mesi dalla presentazione sarà possibile iniziare la procedura di divorzio che potrà essere richiesto tramite via giudiziale, attraverso la negoziazione assistita o mediante un accordo sottoscritto dalle parti davanti all'ufficiale di Stato Civile. Il partner più debole avrà diritto agli alimenti e all'assegnazione della casa.


In caso di divorzio esiste un’ulteriore differenza: i coniugi uniti da unione civile non potranno chiedere lo scioglimento per la mancata consumazione del rapporto.

Conclusioni: qualsiasi sia la vostra scelta, con professionalità ed entusiasmo daremo vita ai vostri desideri rendendo quel giorno indimenticabile.

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