• Alessandra Sansone

IL FOTOGRAFO PER IL GIORNO DEL MATRIMONIO. LA NOSTRA PROPOSTA E’ LUCIO CREMONESE CINEMATOGRAPHER


Se sei alla ricerca del fotografo giusto per il tuo wedding day, innovativo, artistico, professionale, fotoreporter, allora sei capitato nel blog giusto.


Se anche tu, come me, non cerchi la classica fotografia della “messa in posa”, bensì quella carpita all’improvviso, allora ti consiglio di leggere quest’articolo fino in fondo.


Ho scelto di intervistare Lucio Cremonese come fotografo dei Matrimoni, perché riesce ad interpretare la mia idea di servizio fotografico come “reportage”. Perché sfogliando un album fotografico realizzato da Lucio, riesco a percepire lo storytelling della coppia e del giorno del SI!


Lucio Cremonese è Direttore di Fotografia, napoletano doc, con una lunga esperienza professionale di respiro internazionale che, sicuramente, ha caratterizzato e contraddistinto il suo stile fotografico.

Dopo il diploma scolastico, Lucio è partito per Londra dove ha studiato e si è specializzato in Cinematografia all’università. Durante i 12 anni londinesi, Lucio ha conosciuto un mondo fotografico molto differente dai nostri canoni classi. Dopo l’Inghilterra, ha fatto produzione televisiva un po’ ovunque, in India, in Brasile, in Australia, toccando culture e popoli diversi, arricchendo e diversificando il suo obiettivo fotografico. Ha avuto modo di concepire la fotografia in diversi modi, momenti e luoghi.


D.: Lucio, raccontaci un po' la tua esperienza internazionale. Partiamo da Londra: quando precisamente?

L.: a 20’anni, e sono rimasto per 12 anni. Ero molto giovane ed ho conseguito gli studi universitari in cinematografia perché volevo fare il regista, anche se il mio precedente passato professionale mi vedeva come fotografo di matrimonio insieme al maestro Antonio Aragona, ancora oggi, il numero uno. Antonio mi ha insegnato molte cose, ma soprattutto l’amore per la composizione ed una certa sensibilità ad inseguire la luce. In questi 12 anni londinesi, la mia tutor di cinematografia mi disse che avevo un talento per la fotografia e mi consigliò di utilizzare la camera e di esplorare la direzione della fotografia. E così feci: una cosa che mi piaceva molto e che mi riusciva molto bene. Mi laureai con 2 film, anziché uno com’era richiesto, e subito dopo la laurea, allo show di fine anno, esattamente dopo soli 3 gg., fui contattato da un produttore e subito iniziai a lavorare come “cinematographer”. Girai, così, il mio primo video musicale per una rock band.

Dopo Londra, ho avuto la fortuna di avere un sodalizio di quattro anni con una persona che mi ha consentito di lavorare moltissimo in giro per il mondo. Africa, Brasile, India, giusto per citare alcuni posti. Un’esperienza formativa e che porto nel cuore.

Poi, gli eventi personali della vita, mi hanno riportato a Napoli, e così mi sono riorganizzato in Italia. Un po' per la famiglia, un po' per amore, alla fine Napoli è ritornata ad essere la mia città, che adoro e che amo, e lavoro sul mio territorio dove porto la mia esperienza internazionale attingendo, contestualmente, dalla mia terra.


D: Lucio, da napoletana, sono molto contenta che, dopo un tour attraverso il mondo, tu abbia scelto di restare a Napoli. Prima hai detto una parola che mi piace molto, ossia “composizione”, che nel matrimonio ha un significato ampio. Cosa vuol dire per te?

L: la composizione per me ha un significato importantissimo. E’ un aspetto fondamentale perché porta con sé un equilibrio nella distribuzione degli elementi all’interno di un’immagine. Gli oggetti sono tantissimi, ed inquadrare vuol dire selezionare, dare il giusto peso ad ognuno di essi, un ruolo ben preciso, facendoli interagire nello spazio. Ecco, lo spazio, è un elemento che sento molto vicino. Ho una predilezione ed una facilità ad organizzare uno spazio, a determinare le giuste linee seguendo la luce, fondamentale pe il disegno ed il significato che ne deve conseguire con tutti gli elementi in esso presenti.


D: c’è tanta arte nella fotografia!! In un Matrimonio prediligo la fotografia al video, perché mi lascia il ricordo di un momento. Cosa ne pensi?

L: personalmente preferisco anch’io la fotografia al video, perché simboleggia la memoria, ed in questo la fotografia ha un potere superiore rispetto al video. L’album fotografico di un matrimonio ha un significato intrinseco legato proprio ai ricordi.


D.: Lucio, come la vivi la fotografia nel matrimonio?

L.: ho attinto molto dagli insegnamenti del mio primo maestro, che mi ha trasmesso come “documentare” un matrimonio. E quindi, un po' per carattere, un po' per stile, la mia foto ha un tratto documentaristico. Il giorno del matrimonio è degli sposi, degli invitati, sono loro gli unici e veri protagonisti. La mia figura è quasi impercepibile, lavoro “dietro le quinte”, ma il mio occhio osservatore è sempre attento, sveglio, pronto a carpire i momenti più importanti e significativi.


D: questo tuo modo di porti, molto riservato, fa sì che gli sposi si sentano anche a loro agio. Perché le foto improvvisate, gli scatti carpiti, e quindi non in posa, rendono il momento molto più rappresentativo.

L: questo è vero, gli sposi con me si sentono molto liberi e sciolti, e quindi le foto sono molto autentiche. Mi viene naturale perché appartiene molto alla mia personalità. Ci sono fotografi che fanno uscire il meglio del loro estro personale, della loro creatività e fantasia, attraverso la costruzione di una foto con la “messa in posa” e non in modalità documentarista. Ognuno ha un proprio stile.


D. quanto conta conoscere la coppia. Entrare in empatia con loro. Di solito, prima del matrimonio, quanti incontri fai con i futuri sposi?

L: sono una persona molto istintiva e potrei essere anche un totale sconosciuto in grado di entrare in empatia anche solo e direttamente nel giorno del matrimonio, semplicemente perché potrei essere il cosiddetto “secondo fotografo” (secondo scatto). E quini cade la conoscenza degli sposi. Ovvio che, come primo fotografo, come di regola accade, almeno un paio di incontri per far conoscere la mia tipologia di lavoro e poi per entrare di più nelle dinamiche di come avverrà l’evento, sono fondamentali. Il sopralluogo in location, come ti accennavo, non è indispensabile, per la mia innata capacità di plasmarmi nello spazio.


D: quanto è importante la luce?

L: moltissimo!! Non è solo un elemento tecnico, per il quale è opportuno attrezzarsi per creare le giuste atmosfere, ma soprattutto emozionale! La luce riflette le immagini, talvolta riflette la personalità degli sposi.


D: c’è mai stata una volta in cui ti hanno chiesto un particolare tipo di foto che non ti rappresenta?

L: si, è capitato, ma in questi casi cerco di far dissuadere gli sposi, ovviamente argomentando, facendo capire che non c’è sincronia con il book da realizzare. Riorganizzo le idee del cliente dando uno stile più consono alla linea del lavoro che si è deciso. Quindi non dico no, ma cerco, in fase di post -produzione, di dimostrare perché l’idea loro non funziona. Dire no non mi piace, è un atteggiamento sbagliato in primis verso di me, e poi verso i clienti.


D: mi confermi che in presenza di moti invitati, è necessario avere il secondo fotografo, così come la persona preposta per il video, e quella per il video con drone? Anche perché, contemporaneamente, si vanno a creare diverse riprese.

L: si, ti confermo tutto. Quando lavoro non sono mai da solo, anche se si tratta di fare solo foto e se ci sono pochi invitati. Devo sentirmi libero di muovermi, ed avere un assistente pronto ad aiutarmi, anche per un semplice cambio di ottica, è fondamentale.


D: quanto è importante la fase della post-produzione?

L: è tutto, ed è una fase piuttosto lunga. Parto da una primissima cernita (anche perché scatto a raffica per carpire quell’esatta espressione che cerco) in cui elimino i fuori fuoco, gli elementi di disturbo, per poi passare alla scelta delle espressioni chiave che mi piacciono e che sono funzionali al libro che, con gli sposi, vogliamo costruire. Dopo la post-produzione c’è lo sviluppo, il foto shop per la pulizia definitiva, non tanto per eliminare l’imperfezione, che per me non è un difetto bensì un elemento distintivo di un’architettura. Da un volto non levo nulla, ad esempio una ruga per me dice molto, mi parla della persona. Ovvio che, il fotoritocco si fa quando è necessario. Segue l’impaginazione che rispetta l’iter del matrimonio, e poi la stampa. E finalmente si arriva al momento tanto atteso dagli sposi, ossia la consegna dell’album. Un lavoro che richiede molto tempo, ecco perché gli sposi devono attendere molti mesi per avere il loro album dei ricordi.


D.: fotografia bianco e nero o a colori. Qual è la tua propensione?

L: tutto. Non ho preferenze. Piuttosto periodi. Adesso, ad esempio, sto attraversando il periodo bianco e nero, molto evocativo. Quando entro in uno spazio, la primissima sensazione che mi arriva, è la scelta tra il bianco e nero o a colori. Sono sensazioni, ma talvolta vengo smentito in post-produzione, parto a colori e finisco bianco e nero, o viceversa. Molto dipende dalla comunicazione del messaggio che la foto vuole dare. Del significato da trasmettere: emozioni, sensazioni, concetti. In questo una sequenza di immagini aiuta molto, essere sintetici con una sola immagine è molto difficile. Ma ovviamente siamo fuori dal contesto del matrimonio.


D: come Direttore della Fotografia, tra Cinema e Tv, quanta differenza c’è per te che sei dietro ad una camera?

L: Tanta, tantissima, soprattutto per ciò che concerne la libertà creativa. La TV è abbastanza veicolata dalla politica, quindi puoi anche avere grandi idee, tanta immaginazione, ma puntualmente tutto viene ridimensionato da una serie di controlli. Nel cinema, invece, tutto questo controllo si riduce molto, e la creatività e le idee assumono forme più grandi, più vere. Come passione preferisco il cinema alla tv, però oggi, grazie a tutto il mondo della tv digitale, anche la televisione si sta aprendo un po' di più, e si intravede una maggior respiro, ed un’impronta più reale e contemporaneo. Ma siamo ancora parecchio dietro.


D: Il progetto che ti è piaciuto di più?

L: E’ quello che ancora non ho fatto

(E sarà sicuramente un prossimo matrimonio, Lucio!!)


D: Il tuo attuale progetto?

L: Uno spot pubblicitario…ma non posso aggiungere altro. Ho in cantiere anche vari film.


E allora in bocca a lupo, Lucio!!!


Alessandra

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